lunedì, aprile 16, 2007

Ho visto l'uomo stanco ;)


Calamita Cosmica - immensa e terrificante scultura, la cui nascita è rimasta per sempre avvolta nel mistero -, altro non è che uno scheletro di ben ventiquattro metri, ricomposto per l’occasione, abbandonato al suolo e creato forse in incognito. Esposto la prima volta nel 1990 al museo d’Arte Contemporanea "Magazin" di Grenoble e poi nel 1996 all’interno del cortile della reggia di Capodimonte a Napoli, torna - come un fantasma - ad essere visibile a Palazzo Reale. Con queste parole, Tomassoni interpreta l’installazione: "Cupa e impassibile, la perfezione formale dell’opera è attraversata dalle onde magnetiche di cui è strumento e protagonista. Al centro del campo indotto dall’asta puntata sulla falange distale della mano destra (obelisco, arnese apotropaico o gnomone, segno di raccordo tra microcosmo e macrocosmo, di sintonia interplanetaria e di collegamento tra gli stati dell’essere), il colosso celebra l’eroismo titanico di chi si è avventurato in spazi inaccessibili al dominio dell’esplorazione tecnologica."

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